Il Parlamento istituisce il 3 maggio come data ufficiale per ricordare i giornalisti assassinati a causa del loro lavoro. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni : un dovere onorarli con una legge dello Stato.
Un giorno per la memoria e la verità : nasce la Giornata nazionale per i giornalisti caduti
Il 17 luglio 2025 il Parlamento italiano ha approvato all’unanimità la proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro, che sarà celebrata ogni anno il 3 maggio, in coincidenza con la Giornata mondiale per la libertà di stampa proclamata dall’UNESCO.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto con grande soddisfazione l’approvazione definitiva della legge, definendola un momento solenne per onorare chi ha messo la propria passione, la propria professionalità e il proprio coraggio al servizio di tutti noi.
Giornalisti uccisi per raccontare ciò che gli altri non vedono
Nel suo messaggio ufficiale, il presidente Giorgia Meloni ha sottolineato il valore del lavoro giornalistico come presidio di democrazia, giustizia e libertà. “Hanno garantito ai cittadini il diritto ad essere informati. Hanno fatto arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati”, ha affermato.
Il Presidente Meloni ha citato alcune delle figure più emblematiche del giornalismo italiano cadute per mano della criminalità, del terrorismo o in scenari di guerra e conflitto: Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, ma anche inviati internazionali come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz.
Molti di loro sono nomi noti, altri rischiano l’oblio. La nuova giornata istituzionale vuole colmare questa lacuna, offrendo un momento di riconoscimento civile e culturale a donne e uomini che hanno pagato con la vita l’impegno per la verità.
Una legge dello Stato per sancire un dovere morale
“Rendere omaggio a questi giornalisti è un dovere”, ha dichiarato Giorgia Meloni. E ora questo dovere si concretizza in una legge dello Stato. Si tratta di un passaggio formale e simbolico al tempo stesso: la Repubblica italiana riconosce il ruolo dei giornalisti come custodi della verità, spesso esposti a rischi gravissimi.
L’unanimità con cui la legge è stata approvata conferma la consapevolezza trasversale, politica e istituzionale, dell’importanza di tutelare la libertà di stampa non solo con principi, ma con gesti concreti.
Il 3 maggio: una data dal significato globale
La scelta del 3 maggio come data per la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi si collega simbolicamente alla Giornata mondiale per la libertà di stampa promossa dall’UNESCO. Una ricorrenza che assume, oggi, un significato più profondo anche per l’Italia.
Ricordare i giornalisti assassinati in quella giornata significa anche affermare un principio fondamentale: non può esserci democrazia senza informazione libera, indipendente, e protetta da ogni forma di intimidazione.
La memoria come fondamento della responsabilità collettiva
L’istituzione della Giornata nazionale assume anche un valore educativo e formativo, specie per le nuove generazioni. Far conoscere le storie dei giornalisti uccisi significa trasmettere l’idea che l’informazione è un bene pubblico, e che l’etica del giornalismo è ancora oggi un baluardo contro il degrado civile.
In questo contesto, progetti scolastici, incontri pubblici, iniziative culturali potranno fiorire intorno alla ricorrenza del 3 maggio, trasformandola in occasione di coscienza collettiva.
Onorare i morti, difendere i vivi
Per il sito Fede e Ragione, questa nuova Giornata nazionale è anche un’occasione per riflettere sulla vocazione più profonda del giornalismo: cercare la verità, anche quando costa tutto. È un invito a difendere la libertà di stampa non solo come diritto astratto, ma come bene prezioso da custodire.
La memoria dei giornalisti uccisi non è solo commemorazione: è impegno a costruire una società più giusta, dove nessuno debba più morire per raccontare i fatti. E dove la verità — anche quella scomoda — continui a trovare voce.