Papa Leone XIV riflette sulla guarigione del paralitico : tra libertà, responsabilità personale e ricerca di senso, fede e ragione si incontrano.
Nell’udienza generale di mercoledì 18 giugno 2025, in piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha proseguito il ciclo di catechesi sul tema “Gesù Cristo nostra speranza”, in occasione del Giubileo 2025. Il tema scelto per questa settimana è stato la guarigione del paralitico, narrata nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 5,1-9), e il passaggio centrale attorno al quale ruota tutta la riflessione è la domanda che Gesù rivolge all’uomo: «Vuoi guarire?»
Questa domanda, ha spiegato il Papa, non è affatto retorica. Al contrario, tocca il cuore dell’uomo, e pone una questione che coinvolge sia la fede sia la ragione: la volontà di cambiare, la consapevolezza del proprio stato, e la capacità di prendere decisioni libere e responsabili. «Quando si è bloccati da tanti anni,» ha osservato, «può venir meno anche la volontà di guarire. A volte preferiamo rimanere nella condizione di malati, costringendo gli altri a prendersi cura di noi. È talvolta anche un pretesto per non decidere cosa fare della nostra vita».
In questa prospettiva, il Pontefice ha invitato a riflettere sul valore della libertà interiore. Ogni essere umano, anche quando ferito o stanco, conserva una dimensione razionale e spirituale che lo rende capace di desiderare la guarigione e di scegliere la vita. Il riferimento al pensiero di Sant’Agostino – «aveva bisogno di un uomo che fosse anche Dio» – rimanda all’unità profonda tra natura e grazia, tra ragione aperta e fede accolta.
Il paralitico simbolo delle tante persone paralizzate da paure e sfiducia
Il paralitico di Betzatà, spiega Papa Leone XIV, rappresenta le tante persone che, nella nostra società, si sentono “paralizzate” da fallimenti, traumi, sfiducia, solitudine. Eppure, proprio a loro è rivolta la stessa domanda: vuoi guarire? La guarigione inizia dal desiderio, dal riconoscere il bisogno e dal riattivare un cammino. Qui, fede e ragione collaborano: la ragione permette di analizzare, comprendere, scegliere; la fede apre alla speranza, alla fiducia, alla relazione con Dio.
Fede e ragione, alleate nella libertà dell’uomo : il discernimento come primo passo verso la guarigione
Nel cuore del suo insegnamento, Papa Leone XIV richiama anche la responsabilità personale nel processo di guarigione interiore. La fede, infatti, non si limita a invocare l’intervento divino, ma richiede un atto di volontà e discernimento: l’uomo è chiamato a scegliere, a lasciarsi interpellare, a compiere il primo passo verso la verità. È in questo dialogo tra libertà e grazia che si inserisce la ragione, intesa non come alternativa alla fede, ma come sua alleata nel riconoscere ciò che paralizza l’anima e nel discernere il bene. La dimensione spirituale si intreccia così con quella etica e razionale, facendo dell’esperienza cristiana un cammino di maturazione integrale.
Guarire senza dimenticare la propria storia
La guarigione, inoltre, non comporta la rimozione del passato, ma la sua integrazione. «Quel lettuccio non va lasciato o buttato via: rappresenta il suo passato di malattia, è la sua storia. Ora è lui che può prendere quella barella e portarla dove desidera: può decidere cosa fare della sua storia!». Questa affermazione suggerisce una visione profondamente razionale e morale dell’essere umano: la capacità di interpretare la propria vita, anche nelle sue ferite, e di orientarla liberamente.
Nel contesto del Giubileo, Papa Leone XIV invita tutti a “uscire dalle paralisi interiori”, e lo fa con uno stile che unisce profondamente la dimensione spirituale con quella riflessiva. Non si tratta di un invito al solo sentimento religioso, ma di un appello alla ragione illuminata dalla fede: capire dove ci si è bloccati, dare voce al desiderio di guarire, prendere in mano la propria storia.
L’appello del Papa per la pace nel mondo
Nel messaggio finale, il Pontefice ha anche rinnovato il suo appello per la pace, richiamando le parole di Pio XII: «Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra», e ribadendo che oggi, con armi scientifiche sempre più sofisticate, «la guerra è sempre una sconfitta».
Infine, rivolgendosi ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, Papa Leone XIV ha ricordato la solennità del Corpus Domini come occasione per rinnovare l’amore per l’Eucaristia, che rappresenta la “vera casa della misericordia”.
Un discorso, quello di Leone XIV, che unisce la forza della fede alla lucidità della ragione, nel segno della speranza.