Nel suo discorso agli operatori della comunicazione, Papa Leone XIV invita a disarmare le parole e promuovere una comunicazione di pace, difendendo la libertà di stampa e richiamando alla responsabilità etica nell’uso dell’intelligenza artificiale .
Lunedì, 12 maggio 2025, presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, Papa Leone XIV ha incontrato gli operatori della comunicazione, lanciando un forte appello a favore di una comunicazione di pace. Nel suo discorso, il Pontefice ha richiamato il messaggio delle Beatitudini e ha esortato i giornalisti a respingere il paradigma della guerra delle parole, promuovendo invece un linguaggio disarmato e disarmante.
La comunicazione come strumento di pace
Papa Leone XIV ha aperto il suo discorso richiamando uno dei passaggi più potenti del Discorso della Montagna: «Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9). Un monito rivolto a tutti, ma particolarmente agli operatori della comunicazione, chiamati a promuovere una narrazione che non si lasci intrappolare dalla logica della competizione e dell’aggressività.
“La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri,” ha affermato il Papa. “Dobbiamo dire ‘no’ alla guerra delle parole e delle immagini.”
Il Pontefice ha ricordato come la comunicazione possa diventare un’arma, capace di ferire o sanare. Il rischio di una “guerra delle parole” è reale, soprattutto in un contesto mediatico in cui spesso prevale la logica del sensazionalismo. Leone XIV ha quindi invitato i giornalisti a riflettere sul potere delle parole e sull’impatto che possono avere sulla vita delle persone.
Libertà di stampa e difesa dei giornalisti imprigionati
Un altro passaggio rilevante del discorso è stato dedicato ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità. Leone XIV ha espresso la solidarietà della Chiesa verso coloro che, mettendo a rischio la propria vita, documentano conflitti, ingiustizie e violazioni dei diritti umani.
“La sofferenza di questi giornalisti imprigionati interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale,” ha dichiarato il Pontefice. “Il diritto all’informazione è essenziale per una società libera e consapevole.”
Papa Leone XIV ha quindi chiesto la liberazione dei giornalisti incarcerati, definendoli “testimoni del coraggio e della verità” e sottolineando che il loro sacrificio richiama il dovere di proteggere la libertà di espressione e di stampa.
Comunicazione digitale : tra tecnologia e responsabilità
Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, sottolineando il suo enorme potenziale ma anche i rischi legati a un utilizzo non etico della tecnologia.
“Penso, in particolare, all’intelligenza artificiale col suo potenziale immenso, che richiede, però, responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti,” ha affermato.
La riflessione del Pontefice si inserisce in un contesto in cui la tecnologia sta rapidamente trasformando il panorama mediatico, creando nuove opportunità ma anche sfide etiche. Leone XIV ha esortato i comunicatori a non cedere alla tentazione di utilizzare strumenti digitali per manipolare, distorcere o fomentare conflitti, ma piuttosto per promuovere la verità e costruire ponti di dialogo.
Disarmare le parole, disarmare la Terra
Papa Leone XIV ha concluso il suo intervento con un invito a “disarmare le parole”, richiamando un messaggio di Papa Francesco e rilanciando un appello alla responsabilità di ogni comunicatore.
“Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra,” ha dichiarato il Pontefice.
La sua riflessione ha assunto un tono quasi profetico, richiamando l’attenzione su quanto le parole possano diventare strumenti di pace o di guerra, di costruzione o di distruzione. Leone XIV ha invitato i giornalisti a essere “artigiani di pace”, evitando le trappole del linguaggio aggressivo e divisivo, soprattutto in un contesto globale segnato da tensioni internazionali, conflitti bellici e crisi umanitarie.
Oltre la Torre di Babele : un nuovo linguaggio di dialogo
Papa Leone XIV ha poi utilizzato la metafora della “torre di Babele” per descrivere il caos comunicativo generato da linguaggi ideologici e faziosi. Un riferimento che ha richiamato il tema della confusione dei linguaggi e della necessità di tornare a una comunicazione autentica, capace di unire piuttosto che dividere.
“Oggi, una delle sfide più importanti è quella di promuovere una comunicazione capace di farci uscire dalla ‘torre di Babele’ in cui talvolta ci troviamo, dalla confusione di linguaggi senza amore,” ha affermato il Papa.
In un’epoca in cui la comunicazione è frammentata, dispersiva e spesso manipolata, Leone XIV ha lanciato un appello a recuperare il senso della verità e dell’autenticità, ricordando che la comunicazione non è solo trasmissione di informazioni, ma costruzione di ponti tra persone, culture e popoli.
Una comunicazione che testimonia la fede
Infine, Papa Leone XIV ha ringraziato i giornalisti presenti per il lavoro svolto durante le celebrazioni pasquali, il Conclave e la sua elezione. Un momento di intensa attività mediatica che ha visto i reporter raccontare al mondo intero la sofferenza per la morte di Papa Francesco, la speranza pasquale e l’elezione del nuovo Pontefice.
“Grazie, cari amici, per il vostro servizio alla verità,” ha concluso il Papa. “Voi siete stati a Roma in queste settimane per raccontare la Chiesa, la sua varietà e, insieme, la sua unità.”
Il Pontefice ha esortato i giornalisti a continuare a raccontare la Chiesa con spirito di verità, evitando stereotipi e pregiudizi, e contribuendo a costruire una cultura di pace e di dialogo.