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Il Pontefice: no all’avidità che vuole arricchirsi a scapito di chi ha già poco

Papa Francesco 15 marzo 2017

Papa Francesco: no alla cupidigia ipocrita che vuole sempre di più, togliendo a chi ha già poco.

Così il Pontefice nell’Angelus di oggi, Domenica 31 luglio 2022, in Piazza San Pietro, è tornato a parlare della cupidigia, di chi senza etica, né pudore, né coerenza cristiana, vuole sempre di più, persino a discapito di chi ha già poco o  nulla. Partendo dal Vangelo di oggi, Luca 12,13, in cui un uomo chiede a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Questa, spiega Papa Francesco, “è purtroppo una situazione molto comune”, che vede “fratelli e sorelle”, persone della stessa famiglia che “purtroppo litigano, e magari non si parlano più, a causa dell’eredità!”

Tenersi lontani dalla cupidigia, malattia pericolosa pure per la società, e che anziché condividere vuole togliere a chi ha già poco.

È necessario, avverta il Pontefice, tenersi lontani dalla cupidigia, avidità sfrenata che, anziché condividere, ciò che già ha, vuole togliere agli altri per arricchire sè stessa. Proprio in questo modo Gesù risponde all’uomo che lo aveva interrogato: «Tenetevi lontani da ogni cupidigia», v. 15. Cosa sia la cupidigia lo spiega Papa Francesco “È l’avidità sfrenata di beni, il volere sempre arricchirsi. È una malattia che distrugge le persone, perché la fame di possesso crea dipendenza”.

Una malattia grave soprattutto in “chi ha tanto” e “non si accontenta mai: vuole sempre di più, e solo per sé”. In questo modo non si diventa liberi, ma schiavi di del denaro. E “Anziché servirsi del denaro”, se ne diventa servi. Una malattia che, avverte il Pontefice, non pericolosa solo per gli individui, è pericolosa pure per la società.

Ad esempio perché induce a “sacrificare le relazioni e sacrificare il tempo per gli altri”. E, su quello che Papa Francesco definisce “altare della cupidigia”,induce a sacrificare “la legalità e l’onestà”. Perché, avverte il Pontefice “i beni materiali, i soldi, le ricchezze possono diventare un culto, una vera e propria idolatria”.

Ecco perché Gesù nel Vangelo ci avvisa che non possiamo servire due padroni, ovvero “Dio e le ricchezze”, cfr Lc 16,13. Mentre è possibile e lecito “servirsi delle ricchezze”, al contrario servire la ricchezza “è idolatria, è offendere Dio”.

L’avidità causa delle guerre, come quella in Ucraina

E proprio a causa dell’avidità “siamo arrivati oggi ad altri paradossi, a un’ingiustizia come mai prima nella storia, dove pochi hanno tanto e tanti hanno poco o niente”. E che innesca anche le guerre, dovute a “brama di risorse e ricchezze. Quanti interessi ci sono dietro a una guerra! – ha affermato il Papa” E tra gli interessi c’è sicuramente “il commercio delle armi”, “scandalo a cui non dobbiamo e non possiamo rassegnarci”.

Si può essere ricchi, però secondo Dio, quando si condivide.

Non dobbiamo però pensare che non sia possibile essere ricchi o desiderare di diventarlo. Papa Francesco spiega che “anzi, è giusto desiderarlo, è bello diventare ricchi”. Però “ricchi secondo Dio! Dio è il più ricco di tutti: è ricco di compassione, di misericordia. La sua ricchezza non impoverisce nessuno, non crea litigi e divisioni”.

La ricchezza di Dio “ama dare, distribuire, condividere”. E la vera ricchezza non sono solo i beni materiali, come ci dice Gesù, cfr Lc12,15. Sono invece le “buone relazioni: con Dio, con gli altri e anche con chi ha di meno”. Il Pontefice ha concluso l’Angelus pregando La Madonna di aiutare “a capire quali sono i veri beni della vita, quelli che restano per sempre”.

Ricordiamo, le parole din merito:

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