Sky: quali opportunità e quali prospettive

Riprendiamo a pubblicare su questo giornale oggi, domenica 25 febbraio 2018, con questo articolo su una questione di cui abbiamo parlato in queste settimane su SRM. Come noto dalle notizie uscite su giornali, tv e web in queste ultime settimane, la società satellitare non è riuscita ad aggiudicarsi i diritti televisivi delle partite di calcio di serie A, per le prossime tre stagioni – 2018 / 2021. Diritti è invece riuscita ad aggiudicarsi la società spagnola MediaPro – dopo pochi giorni il 53,5 per cento di Imagina, la holding che la controlla, è stato comprato dal fondo cinese Orient Hontai Capital – grazie ad una offerta di un miliardo, 50 milioni e mille euro. Sky corre quindi il rischio di non avere la possibilità di offrire e trasmettere ai propri abbonati le prossime partite del campionato italiano di calcio serie A.

In risposta a tale situazione, Sky ha sollevato il problema del ruolo di broker di MediaPro, attraverso diffida formale presentata alla Lega Calcio. Secondo l’azienda satellitare MediaPro non opererebbe come intermediario indipendente. A quanto sembra, vorrebbe invece operare come un operatore della comunicazione, come mostra l’ipotesi che MediaPro produca direttamente in proprio coperture video, servizi e altri contenuti televisivi sulle partite di calcio, vendendoli alla stessa Lega Calcio, della quale si ipotizza pure la creazione di un canale proprietario dedicato. Come altra ipotesi, potrebbe vendere diritti e contenuti, non in esclusiva – alle società televisive, tra cui sopratutto Sky e Mediaset.

Entrambe queste Ipotesi, danneggerebbero le due emittenti, mettendo allo stesso tempo a rischio i livelli occupazionali. A fronte di una già recente riorganizzazione Sky – di cui è possibile leggere diversi articoli e approfondimenti su questo giornale e su SRM Science and Religion in Media – che ha visto ad oggi circa 400 persone licenziate, incentivate a dare le dimissioni, o costrette a farlo a causa del trasferimento imposto dall’azienda dalla sede di Roma a Milano. E il trasferimento – per coloro che hanno potuto o dovuto accettarlo – di circa cento dipendenti verso la sede di Milano. In attesa di nuove informazioni, e di conoscere eventuali ulteriori sviluppi, pubblichiamo integralmente sulla vicenda e sulla questione una nota del nostro direttore Paolo Centofanti, in qualità di Rappresentante sindacale di base Sky Milano UGL Telecomunicazioni.

Sky: quali reali prospettive ? Il Town Hall del 12 febbraio 2018 è stato per i lavoratori una opportunità persa per conoscere le reali prospettive aziendali nell’immediato e a medio termine. E per essere rassicurati sul nostro futuro. La mancata aggiudicazione dei diritti della serie A, e in misura minore il mancato accordo con Eurosport per la copertura delle Olimpiadi Invernali, non mostrano infatti un quadro a cui guardare, come ci è stato chiesto, con ottimismo. L’attuale situazione di mercato non è infatti paragonabile con le precedenti. Oggi sono presenti competitors come Netflix, Amazon, Apple.

Anche l’ipotesi che MediaPro rivenda i diritti a Sky non è affatto rassicurante, visto che le ipotesi più probabili sembra siano la vendita a Sky non in esclusiva – che potrebbe non consentire ricavi tali da ripagarne il costo stesso – o la vendita “in bundle” di diritti e contenuti – dirette, servizi, etc. – che metterebbe a rischio i posti di lavoro di giornalisti, tecnici e altri addetti. Il tutto peggiorato dalla necessità – dichiarata dall’Autorità Garante Britannica – di ridurre peso e controllo di Sky sul mercato delle News, con ipotesi persino di eventuali spin off. A causa pure di una crescente preoccupazione tra i lavoratori, chiediamo che l’azienda riferisca alle Rappresentanze Sindacali con maggiori informazioni sul recupero in esclusiva dei diritti sulla serie A, e sulle future strategie di business.

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