Dolce e Gabbana: tentano di boicottarli perché sono contrari alle adozioni gay

Della serie: non si può esprimere la propria opinione, e nemmeno i gay a quanto pare possono farlo, se non sono allineati con certe mode culturali e sopra tutto quando difendono la famiglia tradizionale … Panorama intervista gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che esprimono le proprie opinioni, dissentono dalla necessità di  e si dichiarano in difesa della famiglia tradizionale.

Scatta il boicottaggio, almeno tentato, partono attacchi e insulti sui social e sulla stampa da parte di esponenti della comunità gay, politici e altri personaggi famosi. Alcuni di coloro che protestano sono pure dei quasi famosi o non famosi, in cerca però di una fama che ancora non hanno, perché seguire le proteste, anche quando sono strumentali ma sono molto visibili, è sempre utile per chi vuole avere parte di quella visibilità.

Una situazione paradossale, perché parte della comunità gay attacca proprio due delle persone che per loro sono e dovrebbero essere più rappresentative, colpevoli però di cercare un approccio più equilibrato e di essersi dichiarati a favore del tipo di famiglia in cui loro stessi sono cresciuti, quella tradizionale.

Situazione che sembra efficacemente sintetizzata da un paragrafo di un articolo di Panorama:
“Ma è possibile che se una coppia omosessuale dice di non essere per il matrimonio o per i figli in provetta, questo diventa uno scandalo? Quando si tocca il mondo gay si alzano sipari su nervi scoperti, sollevando reazioni spropositate.” Forse era più opportuno lasciare che Dolce e Gabba esprimessero liberamente la propria opinione, come giusto e doveroso in un mondo democratico.

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